06 marzo 2026
La Legge di Bilancio 2026 reintroduce l''iperammortamento in sostituzione dei crediti d''imposta 4.0 e Transizione 5.0: ecco il quadro attuale in attesa delle istruzioni operative.
Con la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), il legislatore ha reintrodotto il meccanismo dell'iperammortamento, disciplinato dai commi 427-436 dell'articolo 1. La misura sostituisce definitivamente i crediti d'imposta Industria 4.0 e Transizione 5.0, non piu' applicabili ai nuovi investimenti effettuati a partire dal 1 gennaio 2026.
Cos'e' e come funziona
L'iperammortamento consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi, operante ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili (IRES e IRPEF). Non si tratta di un credito d'imposta, ma di una variazione in diminuzione da apportare in dichiarazione dei redditi.
Le aliquote previste
La maggiorazione e' articolata su tre fasce di investimento:
+180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro (beneficio effettivo IRES: 43,2%)
+100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro (beneficio effettivo: 24%)
+50% per la quota compresa tra 10 e 20 milioni di euro (beneficio effettivo: 12%)
E' prevista una maggiorazione speciale per investimenti con finalita' di transizione ecologica che riducano i consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3%, o dei processi interessati di almeno il 5%. Le aliquote salgono in questo caso a 220%, 140% e 90%.
Beni agevolabili e periodo di vigenza
L'agevolazione riguarda investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, compresi quelli degli Allegati A e B della Legge 232/2016 (beni tecnologici 4.0) e beni per la produzione di energia da fonti rinnovabili. L'incentivo copre il periodo dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con continuita' rispetto alle consegne posticipate.
In attesa dei decreti attuativi
Nonostante la norma sia gia' in vigore, il decreto attuativo congiunto MIMIT-MEF - che definira' le procedure di accesso, le certificazioni richieste e i termini di trasmissione - non e' ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. A inizio marzo 2026 l'iter di approvazione risulta ancora in corso, generando incertezza operativa per le imprese che intendono pianificare investimenti nel breve periodo.
Cosa fare nell'attesa
Le imprese possono gia' censire i beni strumentali di interesse, verificarne l'inclusione negli allegati agevolabili e avviare interlocuzioni con i fornitori per la predisposizione degli ordini. Il supporto di un consulente fiscale e' essenziale per una corretta pianificazione e per cogliere il beneficio massimo non appena il quadro normativo sara' completo.
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