Le novità del Decreto PNRR 2026 dopo la conversione

22 aprile 2026

ISEE d’ufficio, semplificazioni POS, fattura differita per RTI e nuova finestra per la detrazione 65% sugli investimenti in start-up innovative.

l Decreto PNRR 2026 (DL 19/2026), come convertito dalla Legge 50/2026, introduce una serie di interventi che toccano da vicino cittadini, imprese e professionisti, con l’obiettivo dichiarato di semplificare gli adempimenti e favorire gli investimenti nella fase finale del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Un primo pacchetto di misure riguarda l’accesso alle prestazioni sociali agevolate. Le scuole, le Università, i Comuni e le altre amministrazioni competenti acquisiranno d’ufficio, tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, i dati ISEE necessari, senza più richiederli agli interessati, nel rispetto del principio di minimizzazione dei dati. Per i cittadini over 70, le carte d’identità elettroniche rilasciate dal 30 luglio 2026 avranno durata illimitata, pur restando possibile chiedere il rinnovo ogni dieci anni per mantenere valido il certificato di autenticazione per l’accesso ai servizi online.

Sul fronte degli strumenti di pagamento, viene superato l’obbligo di conservare per dieci anni le ricevute cartacee emesse dai terminali POS, considerate mera prova di pagamento e non documenti contabili in senso stretto. L’esercente potrà basarsi sulla documentazione messa a disposizione da banche e intermediari finanziari, anche in formato digitale, purché contenga il dettaglio delle operazioni ed è soggetta agli ordinari obblighi di conservazione decennale previsti dall’articolo 2220 del Codice civile.

Rilevante per gli operatori che partecipano ad appalti pubblici è la nuova possibilità, per l’impresa mandataria di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese, di emettere fattura differita in nome e per conto delle singole imprese del raggruppamento, entro il giorno 15 del mese successivo, con specifica indicazione che il documento è emesso per conto del cedente o prestatore. La semplificazione riguarda soltanto il momento di emissione della fattura: restano in capo a ciascuna impresa gli altri obblighi IVA previsti dal Codice dei contratti pubblici.

Infine, sul versante degli incentivi agli investimenti innovativi, per le somme apportate nel capitale di start-up innovative nel primo semestre 2025 è prevista una finestra temporale più ampia per la presentazione dell’istanza che consente di fruire della detrazione del 65% riconosciuta dall’articolo 29-bis del DL 179/2012, purché nel rispetto del regime “de minimis”. L’impresa beneficiaria potrà trasmettere la domanda anche dopo l’investimento, entro il 31 maggio 2026, indicando l’importo effettivamente realizzato, mentre il Ministero competente verificherà tramite il Registro nazionale degli aiuti di Stato il rispetto dei massimali, condizione essenziale per il riconoscimento dell’agevolazione.

Per imprese e contribuenti si tratta di interventi che, se correttamente gestiti, possono ridurre oneri amministrativi e aprire spazi di pianificazione più efficiente, soprattutto in materia di pagamenti elettronici, appalti e finanza per l’innovazione.

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